Pop-diagnosi : Mia Martini e “Gli uomini non cambiano”

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Pop-diagnosi : Mia Martini e “Gli uomini non cambiano”

 

Attraverso questa canzone, pubblicata nel 1992, portata al Festival di Sanremo di quell’anno e inclusa nell’album “Lacrime”, la celebre Mia Martini ci permette di introdurre due concetti tradizionali ma dal costante riverbero nella contemporaneità, specialmente per quanto riguarda la scelta del partner e le sue caratteristiche.

Anzitutto, parleremo del complesso di Elettra (Jung, 1913) ovverosia dell’omologo femminile di quello di Edipo, la cui risoluzione dovrebbe garantire una identificazione soddisfacente nel genitore dello stesso sesso e la rinuncia al desiderio di intima unicità con quello del sesso opposto. Questo si realizzerebbe attraverso la cessazione dell’ostilità con la madre, l’interiorizzazione del divieto dell’incesto e la scelta di un oggetto di attenzioni esterno alla coppia genitoriale, sviluppando così una identità sessuale propria e differenziata. In caso di persistenza del conflitto col genitore dello stesso sesso però, si svilupperebbe – come nella controparte edipica – una fissazione a questo stadio dello sviluppo (che è quello fallico) che produce donne estremamente improntate al dominio dell’uomo o insolitamente sottomesse e con una fragile autostima, fortemente dipendenti dall’approvazione maschile.

In seconda istanza, citeremo i cosiddetti Modelli Operativi Interni (Bowlby, 1989), che si inseriscono nella più ampia cornice della teoria dell’attaccamento alle figure genitoriali. Tali modelli possono essere definiti come risultato di una interiorizzazione di modalità di relazione con l’altro, in cui sono presenti raffigurazioni di sé, dell’altro, delle risposte attese e prevedibili, del grado di accessibilità e disponibilità all’acudimento e molte altre informazioni non solo di ordine affettivo (cioè riguardanti i sentimenti e le emozioni) ma anche cognitivo (che permettano cioè di pianificare e orientare l’azione in modo efficace).

La canzone si apre con un preciso riferimento autobiografico :

Sono stata anch’io bambina
Di mio padre innamorata
Per lui sbaglio sempre e sono

La sua figlia sgangherata
Ho provato a conquistarlo
E non ci sono mai riuscita
E ho lottato per cambiarlo
Ci vorrebbe un’altra vita
 

Già da questa apertura ci si rende conto che si tratta di una donna in rapporto conflittuale con il padre, dal quale è stata sedotta ma non amata, e respinta in ogni suo tentativo di influenzarlo positivamente.

La pazienza delle donne incomincia a quell’età
Quando nascono in famiglia quelle mezze ostilità
E ti perdi dentro a un cinema
A sognare di andar via
Con il primo che ti capita e ti dice una bugia
 

“Quell’età” è proprio l’età del complesso di Elettra (3-6 anni circa), e per “pazienza” viene probabilmente fatto riferimento alla frustrazione del non essere corrisposta. Anche le “mezze ostilità” paiono fare riferimento implicito alla lotta contro la madre, percepita come privilegiata e in grado di isolare la figlia dal contatto con il padre. La fuga pare essere l’unica soluzione al complesso, in questo caso ;  si tratta però di una fuga che non libera ma intrappola, legando patologicamente al “primo che ti capita” e che “ti dice una bugia”, ossia riesce a inserirsi nella crepa creata dal non sentirsi abbastanza per ottenere l’amore del padre, per sfruttarla a suo vantaggio.

Gli uomini non cambiano
Prima parlano d’amore e poi ti lasciano da sola
Gli uomini ti cambiano
E tu piangi mille notti di perché
Invece, gli uomini ti uccidono
E con gli amici vanno a ridere di te
 

Toccante il contrasto tra uomini che non cambiano e donne costrette a cambiare per l’influenza nefasta da questi esercitata : a fronte di una donna già dipendente dall’approvazione e dall’attenzione del compagno si schierano “gli uomini”, quasi fossero una categoria omogenea e costituita da elementi indistinguibili poiché identici, che “ti uccidono” e “vanno a ridere di te”, ossia manifestano totale insensibilità e sono disposti ad abbandonare nel dolore senza rendersi conto del danno fatto. La donna descritta nella canzone pertanto si può supporre abbia interiorizzato un Modello Operativo Interno in cui si percepisce donna bisognosa, incapace di autonomia, depressa, sfiduciata e temporaneamente soddisfatta solo quando vicina all’uomo/padre, che però la tiene legata a sé in maniera sadomasochistica. Tale donna considera sufficiente anche l’attenzione in senso spregiativo di un uomo, purché non sia costretta a rimanere sola e autonoma.

Piansi anch’io la prima volta
Stretta a un angolo e sconfitta
Lui faceva e non capiva
Perché stavo ferma e zitta
Ma ho scoperto con il tempo
E diventando un po’ più dura
Che se l’uomo in gruppo è più cattivo
Quando è solo ha più paura
 

 Qui si fa un probabile riferimento ad una violenza sessuale subita da un gruppo di uomini : la totale svalutazione di sé e l’incapacità di creare legami meno patogeni con le figure maschili ha portato questa donna a finire in situazioni degradanti, come testimoniato anche da :

Gli uomini non cambiano
Fanno i soldi per comprarti
E poi ti vendono
La notte, gli uomini non tornano
E ti danno tutto quello che non vuoi
 

“Fare i soldi per comprare e poi vendere” è una chiara allusione ad un contesto prostitutivo, suggerendo forse che molte donne che vengono “vendute” si trovano in condizione di non potersi sottrarre al loro “commerciante” per un legame malato ben più forte di una trappola o di una prigionia reale.

Ma perché gli uomini che nascono
Sono figli delle donne
Ma non sono come noi
 

L’uomo è generato da una donna/madre, ma apparentemente non possiede nessuna somiglianza con essa : da un punto di vista strettamente teorico questo pare essere un riferimento alla presa di consapevolezza delle differenze anatomiche tra maschio e femmina, proprio nella sua massima intensità nel periodo del complesso edipico/elettrico.

La canzone si chiude con una apparente coloritura positiva : gli uomini che cambiano ci sono, sebbene pare non esistano, e sono solo quelli innamorati. A questo punto rimane aperto il quesito sulla definizione di “innamoramento”, e visti i pregressi nel testo della canzone, si può rimanere un po’ preoccupati riguardo alla lucidità e consapevolezza nella scelta del compagno da una donna del genere : sarà un uomo veramente innamorato e rispettoso o una riedizione del padre/partner sadico che attraverso una bugia trae vantaggio dalla debolezza altrui? Non ci è dato sapere, soltanto ipotizzare.

Amore gli uomini che cambiano
Sono quasi un ideale che non c’è
Sono quelli innamorati come te
 

Bowlby, J. Una base sicura : applicazioni cliniche della teoria dell’attaccamento, 1989, Raffaello Cortina Editore.

Jung, G.C. Saggio di esposizione della teoria psicanalitica , 2013 (1923), Bollati Boringhieri.


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