Pop-diagnosi : Franco Califano e “Tutto il resto è noia”

  • 0

Pop-diagnosi : Franco Califano e “Tutto il resto è noia”

 

È il 1977 l’anno in cui viene pubblicato l’album di Franco Califano che prende il nome dalla canzone oggetto della nostra diagnosi. Come è noto, Califano è stato un prolificissimo autore oltre che paroliere e produttore discografico, e la sua vita è stata sempre contraddistinta da una grande creatività così come dalla fama di playboy e viveur, che si porterà dietro anche in età avanzata.

 

Proprio a partire da queste considerazioni, vorrei incardinare tutta la pop-diagnosi su due tematiche principali come chiavi di lettura : la depressione legata a tratti narcisistici e i vani tentativi di riparazione dell’autostima una volta eliminate le sue fonti di sostentamento primarie.

 

I tratti narcisistici in questione possono essere considerati come espressione moderata, non totalmente patologica di ciò che è il Disturbo Narcisistico della Personalità, che -a grandi linee- viene definito come caratterizzato da comportamenti arroganti e svalutanti, sensazione onnipresente di avere diritti speciali, mancanza di empatia e tendenza allo sfruttamento deliberato degli altri per raggiungere i propri scopi. Questa forma “classica” di narcisismo, che viene studiata dagli psicologi clinici e dagli psichiatri, presenta elementi patologici molto identificabili ed è spesso associata ad instabilità emotiva e tendenza a esperire emozioni prevalentemente negative (rabbia, depressione, collera, senso di vuoto, ansia..). Esiste però anche una forma atipica, caratterizzata da una maggiore integrazione sociale di chi ne è affetto, potenzialmente definibile come forma subclinica , che presenta alcuni (e non tutti) degli aspetti del Disturbo Narcisistico ma non è così invalidante. Di questa forma subclinica di narcisismo parliamo nella presente trattazione : esistono in sostanza nella canzone elementi che suggeriscono la presenza di tratti narcisistici, ma il protagonista non riporta questioni centrali del narcisismo maligno vero e proprio, come la tendenza a idealizzare e svalutare ferocemente le persone e la sensazione di valere più degli altri, sempre e comunque.

 

La canzone, che ci racconta della vita di un uomo schiavo della sua seduttività compulsiva e delle strategie di mantenimento della macchina difensiva narcisistica , si chiude con un accenno alla depressione che si acutizza una volta che i comportamenti ritualizzati in grado di sostenere una autostima falsamente ipertrofica vengono a cessare. Mi appoggio a due testi di grande chiarezza e accessibilità nell’indagare il pensiero di Califano in questa canzone : il primo è “The Handbook of Narcissism and Narcissistic Personality Disorder” di Campbell e Miller, e l’altro è “La figura del Don Giovanni” di Otto Rank, che peraltro ha indagato gli aspetti del narcisismo non legati soltanto al ripiegamento di tutta la libido verso sé stessi (invece che verso soddisfazioni esterne).

 

Entriamo in medias res nella vita del protagonista della canzone, intento a fare ciò che ogni buon narcisista fa : mantiene la sua autostima con la seduzione rituale (in senso lato).

 

Sì, d’accordo l’incontro
un’emozione che ti scoppia dentro
l’invito a cena dove c’è atmosfera
la barba fatta con maggiore cura.
la macchina a lavare ed era ora
hai voglia di far centro quella sera
si d’accordo ma poi..
 

 

…ma poi qualcosa accade in questo idilliaco scenario di riflessi splendenti, barbe ben fatte, ristoranti di lusso. È il senso di vuoto e lo sbalzo d’umore che coglie il narcisista, che infatti ha già messo in scena centinaia di volte lo stesso copione senza mai trovare sollievo dal senso di vuoto.

 

tutto il resto è noia
no, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia
maledetta noia

 

La scena ora cambia. La seduttività ha raggiunto il suo scopo, e l’incontro procede speditamente verso una intimità raffazzonata :

 

Sì, lo so, il primo bacio
il cuore ingenuo che ci casca ancora
col lungo abbraccio l’illusione dura
rifiuti di pensare a un’avventura.
Poi dici cose giuste al tempo giusto
e pensi il gioco è fatto ,è tutto a posto
si, d’accordo ma poi…

 

Il “cuore ingenuo che ci casca ancora” e “rifiuti di pensare a un’avventura” sono testimonianze dal profondo delle parti meno compromesse della propria capacità relazionale : sarà possibile una reciprocità empatica nell’incontro con un altro essere umano? Sarà possibile smettere di sfruttare nel timore di essere sfruttati? Nel frattempo, le “cose giuste dette al tempo giusto” e il pensiero che “il gioco è fatto, è tutto a posto” rimandano alla seduzione come arte scenica e virtù istrionica. Ma la noia e il vuoto ritornano :


tutto il resto è noia
no, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia
maledetta noia.

 

Come prevedibile, l’intimità velocemente generata si avvia al consumo strumentale dell’altro come oggetto sessuale, piuttosto che come persona dotata di un proprio mondo interno, caratterizzata da preferenze, desideri, aspirazioni, paure… Ciò che conta è solo dimostrare di essere l’amante migliore, non per soddisfacimento reciproco ma per ricordare a sé stessi di essere il Migliore. Un sesso non comunicativo, ma riflessivo tanto quanto una carrozzeria lucidata e uno specchio alla parete :

 

Poi la notte d’amore
per sistemare casa un pomeriggio
sul letto le lenzuola color grigio
funziona tutto come un orologio.
La prima sera devi dimostrare
che al mondo solo tu sai far l’amore
sì, d’accordo ma poi…

 

Neppure la casa scintillante né le lenzuola color (umore) grigio, e neppure la rassicurazione della propria competenza erettile salva quest’uomo dalla noia che si ripresenta :

 

tutto il resto è noia
no, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia
maledetta noia.

 

Sul finale, si può inferire che quello che sembrava un rapporto fugace si è trasformato in una relazione sentimentale. È probabile pensare che la monogamia e l’impraticabilità di altre scelte di vita abbiano fatto scivolare il narcisista in una seria depressione, che tenta di mitigare nel modo a lui più accessibile : ponendosi al centro dell’attenzione e utilizzando nuovamente gli altri come fonti di supporto per la propria autostima, non potendo più sedurre compulsivamente. Gli amici invitati a cena, ovviamente, servono soltanto per approvare, applaudire, ammirare.

 

Sì, d’accordo il primo anno
ma l’entusiasmo che ti resta ancora

è brutta copia di quello che era.
Cominciano i silenzi della sera,
inventi feste e inviti gente in casa,
così non pensi ,almeno fai qualcosa
si, d’accordo ma poi..

 

Ma poi immancabilmente..

 

tutto il resto è noia
no, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia
maledetta noia.

 

Cosa potrebbe salvare quest’uomo senza volto e senza tempo dalla noia e dal vuoto interiore? Certamente le difese che finora lo hanno “tenuto insieme” non funzionano più : sarebbe utile chiedersi se tutto questo vuoto debba essere necessariamente occupato dai tentativi antidepressivi, così come sarebbe altrettanto utile indagare il suo vissuto relazionale infantile. La noia califanica in questa canzone sarà proiezione verso il mondo esterno di una insoddisfazione verso sé stessi? (del tipo “mi sento noioso->non posso accettare il fatto di essere noioso->proietto al di fuori la noia ed il mondo è noioso e poco stimolante). Oppure sarà derivante dalla tendenza del narcisista a svalutare qualunque occasione e situazione che non sia da lui ritenuto “eccezionale”, o “incredibile”, o “esclusiva”? (del tipo “nulla a questo mondo è abbastanza degno di suscitare la mia attenzione, e mi annoio”). Molte altre ipotesi si possono fare, ma qual è il valore di una ipotesi brillante se non porta conforto o chiarimento? E ancora, se “tutto il resto” è noioso, quanto può essere bello ciò che non è “il resto”? Lavorare sulle risorse, o sulle difese, o sui modelli relazionali interiorizzati è una scelta da ponderare con attenzione, ma la prima cosa da chiedere (e da chiedersi) forse è “cos’è la noia per questa persona?”.

 

Taedium vitae? Otium sfuggente? Noluntas schopenaueriana? Molte noie diverse, molte ipotesi diverse.

  

Bibliografia :

 

Campbell, W.K, Miller, J.D.   The handbook of narcissism and Narcissistic Personality Disorder (theoretical approaches, empirical findings, and treatments  , 2011, John Wiley & Sons Editore.

Rank, O. La figura del Don Giovanni, 1987, Sugarco Editore, Roma.


Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

TAG

affabilità  aggressione passiva  aggressività  Alice Sebold  allenamento  ambizioni  ansia antidepressivi arricchimento arroganza  aspettative  assunzioni pubbliche auto-aiuto  autoreferenzialità  autori  autostima  benessere  cancro  causazione  chirurgia chirurgia bariatrica chirurgia estetica citazioni  come scegliere complicanze condizione economica  correlazione  corso coscienziosità  cosmetica Dale Carnegie  denaro  depressione stagionale depressione  dieta  disagio  disturbo  elettivo ereditarietà esprimere  estroversione  età adulta  età infantile  felicità  fitness  formatore formazione frustrazione  gioia  glia  insonnia intelligenza  intervista semistrutturata intervista strutturata investimento economico ipomania irritabilità libera professione lotteria  luce naturale malattia cardiovascolare  management psicologico mania  melatonina mercato del lavoro metodologia  mito del 10%  neuroni  nevroticismo  obesità  percezione corporea  percezione  personalità di tipo A  personalità di tipo B  personalità di tipo C  personalità di tipo D  personalità  peso  post-operatorio potenziamento cognitivo  predisposizione  professione  propensione  psicanalisi  psicologia  psicologo psicologo. psicoterapeuta psicoterapeuta psicoterapia  qualitativo quantitativo rabbia  reprimere  reverse seasonal affective disorder RSAD SAD schizofrenia sconfitta sconfitta agentività  screening seasonal affective disorder self-help  seminario set-point theory  società  sofferenza  sonno staff infermieristico summertime sadness tirocinio training  tratti  università valutazione   vittoria  William James  winter blues workshop