Il rapporto col nostro corpo : come lo percepiamo, come vogliamo che sia (parte II)

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Il rapporto col nostro corpo : come lo percepiamo, come vogliamo che sia (parte II)

 

Una buona capacità di prendersi cura del proprio corpo è condivisibilmente indicativa di un certo equilibrio psicologico : controllare il proprio stato di salute con regolarità, seguire le terapie indicate in caso di malessere o malattia, praticare attività fisica costante e mangiare in modo vario, non dimenticando di concedersi una buona quota di frivolezza, accontentandosi anche nei bisogni più superficiali (prodotti cosmetici o la cura nell’abbigliamento, ad esempio).

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Il rapporto col nostro corpo : come lo percepiamo, come vogliamo che sia (parte I)

 

Il rapporto con il corpo inizia nel momento in cui veniamo al mondo, in cui ci separiamo forzatamente dalla fusione fisica con la madre. Questo corpo inizialmente grinzoso, fragile e ancora privo di lineamenti e fattezze definiti, ci permette di comunicare con chi ci sta intorno e legge i segnali che esso invia.

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Fraintendimenti e incomprensioni : i miti da sfatare – parte seconda

 

  • “Una volta che avrò perso X chilogrammi di peso sarò finalmente felice..”

 

La perdita del peso – attraverso diete, allenamenti, prodotti coadiuvanti, interventi chirurgici – costituisce una tematica molto consistente all’interno della dimensione del benessere e dell’accettazione sociale. La pinguedine non è più vista come nei tempi in cui le risorse alimentari erano scarse e infrequenti, ossia come un segno di prestigio e ricchezza, bensì come uno stigma sempre evidente che testimonia la mancanza di volontà per la cura del proprio corpo, e che spesso si associa alla percezione di poca disciplina, di consumo indiscriminato di cibo ricco in calorie ma poco nutriente (il cosiddetto junk food, il cibo-spazzatura), di povertà socioeconomica (le classi sociali più svantaggiate sono anche quelle più frequentemente costituite da persone corpulente od obese, sebbene questo sia più evidente negli Stati Uniti e in Inghilterra per via delle differenti tradizioni alimentari), di marginalità sociale e di malattia (nel senso di patologia fisica già presente o incipiente).

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